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SUMMARY:Presentazione del volume "Essere Germania" di Limes
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DESCRIPTION:A.C.I.T. Cagliari – Associazione Culturale Italo-Tedescain collaborazione conLimes – Rivista italiana di GeopoliticaSocietà Umanitaria – Cineteca Sardacol gentile contributo diGoethe-InstitutComune di Cagliari – Assessorato Cultura e Spettacolo invita alla manifestazione Essere Germania a 30 anni dalla caduta del MuroPresentazione del volume Essere Germania di LimesIntervengonoAlessandro Aresu, consigliere scientifico di LimesLuca Steinmann, analista geopolitico di LimesModeraMatteo Meloni, giornalista di politica internazionaleCagliari, giovedì 21 febbraio 2019ore 19:00Cineteca Sarda, Viale Trieste 126Ingresso libero e gratuitoIl primo volume di Limes del 2019 è dedicato alla Germania, Paese con il quale l’Italia ha forti legami storici, economici e culturali. La Germania di oggi, a 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino, attraversa una profonda crisi d’identità. Prova di ciò sono il lento ma inarrestabile tramonto della cancelliera Angela Merkel, la crescente tensione provocata dai flussi migratori (che hanno comunque reso il la Germania uno dei Paesi più multiculturali al mondo), i primi inequivocabili segni di cedimento dell’economia tedesca, l’ondata populista che l’ha investita e l’incapacità di reagire alla disintegrazione europea in atto.Tutto questo segna la fine di un’età quasi “paradisiaca”, in cui questo Stato fondamentale e centrale per l’Europa sembra abbia vissuto al di fuori della storia, in una condizione di notevole benessere, di relativa tranquillità sociale e di stabilità politica, sotto la protezione degli Stati Uniti. La situazione è ora diversa, la Germania incomincia a pensare a come deve organizzare da sé la propria sicurezza, poiché il rapporto con gli Americani è peggiorato, ha paura dei Russi, suoi nemici storici, e teme le intrusioni dei Cinesi nel suo apparato industriale e tecnologico. Tuttavia il Paese sembra non aver ancora sviluppato un’adeguata strategia per reagire ai vari cambiamenti.Alla luce di tutto ciò Luca Steinmann, analista geopolitico di Limes, e Alessandro Aresu, consigliere scientifico della rivista diretta da Luca Caracciolo, discutono con la moderazione del giornalista Matteo Meloni sull’attuale ruolo di questo grande Paese, con cui abbiamo profondi legami e che in buona parte deciderà del nostro futuro.Segreteria organizzativaACIT Cagliari, via Palomba 64, 09129 Cagliaritel. 07042965 / 330317376, acitcagliari@tiscali.it
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p><strong>A.C.I.T. Cagliari – Associazione Culturale Italo-Tedesca</strong><br /><br /><br />in collaborazione con<strong><br />Limes – Rivista italiana di Geopolitica</strong><strong><br />Società Umanitaria – Cineteca Sarda</strong><br /><br />col gentile contributo di<strong><br />Goethe-Institut<br />Comune di Cagliari – Assessorato Cultura e Spettacolo</strong> <br /><br />invita alla manifestazione <br /><br /><strong>Essere Germania a 30 anni dalla caduta del Muro</strong><br />Presentazione del volume <em>Essere Germania</em> di Limes<br /><br />Intervengono<strong><br />Alessandro Aresu</strong>, consigliere scientifico di Limes<strong><br />Luca Steinmann</strong>, analista geopolitico di Limes<br /><br />Modera<strong><br />Matteo Meloni</strong>, giornalista di politica internazionale<br /><br /><strong>Cagliari, giovedì 21 febbraio 2019</strong><strong><br />ore 19:00<br />Cineteca Sarda, Viale Trieste 126</strong><br /><br /><strong>Ingresso libero e gratuito</strong><br /><br /><br /><br /><br />Il primo volume di<strong> Limes del 2019</strong> è dedicato alla <em>Germania</em>, Paese con il quale l’Italia ha forti legami storici, economici e culturali. La Germania di oggi, a 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino, attraversa una profonda crisi d’identità. Prova di ciò sono il lento ma inarrestabile tramonto della cancelliera Angela Merkel, la crescente tensione provocata dai flussi migratori (che hanno comunque reso il la Germania uno dei Paesi più multiculturali al mondo), i primi inequivocabili segni di cedimento dell’economia tedesca, l’ondata populista che l’ha investita e l’incapacità di reagire alla disintegrazione europea in atto.<br /><br />Tutto questo segna la fine di un’età quasi “paradisiaca”, in cui questo Stato fondamentale e centrale per l’Europa sembra abbia vissuto al di fuori della storia, in una condizione di notevole benessere, di relativa tranquillità sociale e di stabilità politica, sotto la protezione degli Stati Uniti. La situazione è ora diversa, la Germania incomincia a pensare a come deve organizzare da sé la propria sicurezza, poiché il rapporto con gli Americani è peggiorato, ha paura dei Russi, suoi nemici storici, e teme le intrusioni dei Cinesi nel suo apparato industriale e tecnologico. Tuttavia il Paese sembra non aver ancora sviluppato un’adeguata strategia per reagire ai vari cambiamenti.<br /><br />Alla luce di tutto ciò <strong>Luca Steinmann</strong>, analista geopolitico di <strong>Limes</strong>, e <strong>Alessandro Aresu</strong>, consigliere scientifico della rivista diretta da <strong>Luca Caracciolo</strong>, discutono con la moderazione del giornalista <strong>Matteo Meloni </strong>sull’attuale ruolo di questo grande Paese, con cui abbiamo profondi legami e che in buona parte deciderà del nostro futuro.<br /><br /><br /><br /><br />Segreteria organizzativa<strong><br />ACIT Cagliari, via Palomba 64, 09129 Cagliari<br />tel. 07042965 / 330317376, <span id="cloak4a9ee36ad15fb239dc184820894944b3"><a href="mailto:acitcagliari@tiscali.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acitcagliari@tiscali.it</a></span></strong></p>
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SUMMARY:PRESENTAZIONE DEL LIBRO “GEMMA” DI GIADA COSTA
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DESCRIPTION:Il centro Ananke per la cura dei disturbi alimentari, in collaborazione con la Cineteca Sarda, organizza la presentazione del libro di Giada Costa, “Gemma”, che racconta l’esperienza di una giovane studentessa, in conflitto con se stessa e con il cibo.
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p><strong>Il centro Ananke</strong> per la <em>cura dei disturbi alimentari</em>, in collaborazione con la Cineteca Sarda, organizza la <strong>presentazione del libro di Giada Costa, “Gemma”</strong>, che racconta l’esperienza di una giovane studentessa, in conflitto con se stessa e con il cibo.</p>
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SUMMARY:Presentazione del libro di Antioco Floris su Banditi a Orgosolo
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DESCRIPTION:Presentazione del volumeBANDITI A ORGOSOLO. IL FILM DI VITTORIO DE SETAdi Antioco FlorisRubbettino EditoreBanditi a Orgosolo occupa una posizione riconosciuta nella storia del cinema mondiale. Dalla sua uscita nel 1961, con il premio come miglior opera prima alla Mostra del cinema di Venezia, è stato via via sempre più apprezzato per le sue qualità cinematografiche e narrative fino ad arrivare alla famosa frase di Martin Scorsese di pochi anni fa che lo definisce un capolavoro indiscusso. Così, a distanza di sessant’anni la pellicola viene ancora proiettata nelle rassegna sui classici del cinema nelle grandi città di tutto il mondo.Per la Sardegna Banditi a Orgosolo riveste un valore ulteriore perché negli anni ha assunto il carattere di film di fondazione, opera da cui è difficile prescindere quando si riflette sull’immaginario cinematografico legato all’isola.Su questa pellicola di Vittorio De Seta è appena uscito un libro di Antioco Floris che oltre a inquadrare il film nel contesto di produzione e di ricezione internazionale, raccoglie i materiali che documentano la sua realizzazione: appunti, fotografie di scena e di set, la sceneggiatura desunta, riflessioni dell’autore. Il libro, progettato con lo stesso regista poco prima che morisse e pubblicato dall’Editore Rubbettino, si definisce nell’ambito di un progetto di ricerca dell’Università di Cagliari finanziato dalla Regione Sardegna e prende corpo grazie anche ai materiali conservati alla Cineteca Sarda.Il volume viene presentato alla MEM (Mediateca del Mediterraneo) di Cagliari, giovedì 23 maggio 2019 alle 17.30 alla presenza dell’autore.Coordinati da Antonello Zanda, interverranno Gianni Filippini, decano dei giornalisti della Sardegna e all’epoca dell’uscita del film critico cinematografico dell’Unione Sarda, Michelina Masia, docente di Sociologia del diritto e di Antropologia giuridica all’Università di Cagliari, e Sergio Naitza, critico cinematografico e regista documentarista.La partecipazione è libera.A cura diCineteca Sarda-Società UmanitariaMEM – Mediateca del MediterraneoUniversità degli Studi di Cagliari – Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali – CELCAMBanditi a Orgosolo. Il film di Vittorio De Setadi Antioco FlorisRubbettino Editore260 pp, f.to 24x22, 18,00 €\N \N
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p><strong>Presentazione del volume</strong><br /><strong>BANDITI A ORGOSOLO. IL FILM DI VITTORIO DE SETA</strong><br />di <strong>Antioco Floris</strong><br />Rubbettino Editore<br /><br /><strong>Banditi a Orgosolo</strong> occupa una posizione riconosciuta nella storia del cinema mondiale. Dalla sua uscita <strong>nel 1961</strong>, con il <strong>premio come miglior opera prima alla Mostra del cinema di Venezia</strong>, è stato via via sempre più apprezzato per le sue qualità cinematografiche e narrative fino ad arrivare alla famosa frase di Martin Scorsese di pochi anni fa che lo definisce un capolavoro indiscusso. Così, a distanza di sessant’anni la pellicola viene ancora proiettata nelle rassegna sui classici del cinema nelle grandi città di tutto il mondo.<br /><strong>Per la Sardegna Banditi a Orgosolo riveste un valore ulteriore</strong> perché negli anni ha assunto il carattere di <strong>film di fondazione</strong>, opera da cui è difficile prescindere quando si riflette sull’immaginario cinematografico legato all’isola.<br />Su questa pellicola di Vittorio De Seta è appena uscito un <strong>libro di Antioco Floris</strong> che oltre a inquadrare il film nel contesto di produzione e di ricezione internazionale, raccoglie i materiali che documentano la sua realizzazione: appunti, fotografie di scena e di set, la sceneggiatura desunta, riflessioni dell’autore. Il libro, progettato con lo stesso regista poco prima che morisse e pubblicato dall’Editore Rubbettino, si definisce nell’ambito di un progetto di ricerca dell<strong>’Università di Cagliari</strong> finanziato dalla <strong>Regione Sardegna</strong> e prende corpo grazie anche ai materiali conservati alla <strong>Cineteca Sarda</strong>.<br /><br /><strong>Il volume viene presentato alla MEM</strong> (Mediateca del Mediterraneo) di Cagliari, <strong>giovedì 23 maggio</strong> 2019 alle <strong>17.30</strong> alla <strong>presenza dell’autore.</strong><br />Coordinati da <strong>Antonello Zanda</strong>, interverranno <strong>Gianni Filippini</strong>, decano dei giornalisti della Sardegna e all’epoca dell’uscita del film critico cinematografico dell’Unione Sarda, <strong>Michelina Masia</strong>, docente di Sociologia del diritto e di Antropologia giuridica all’Università di Cagliari, e <strong>Sergio Naitza</strong>, critico cinematografico e regista documentarista.<br /><br />La partecipazione è libera.<br /><br /><br />A cura di<br /><strong>Cineteca Sarda-Società Umanitaria</strong><br /><strong>MEM – Mediateca del Mediterraneo</strong><br /><strong>Università degli Studi di Cagliari – Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali – CELCAM</strong><br /><br /><br /><strong>Banditi a Orgosolo. Il film di Vittorio De Seta</strong><br />di Antioco Floris<br />Rubbettino Editore<br />260 pp, f.to 24x22, 18,00 €</p>\N<p> </p>\N<p><img style="background: url('components/com_dropfiles/assets/images/file_download.png') no-repeat scroll center center #444444; height: 100px; border-radius: 10px; width: 99%;" src="components/com_dropfiles/assets/images/t.gif" data-dropfilesfile="27" data-dropfilesfilecategory="71" data-file="27" /></p>
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SUMMARY:PRESENTAZIONE DEL LIBRO “LABORATORIO PASOLINI”
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DESCRIPTION:Il libro di Paolo Desogus “Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema” sarà presentato giovedì 6 giugno in Cineteca Sarda alle ore 18.\NInterverranno Mauro Pala (Università degli Studi di Cagliari), Elisabetta Randaccio (critico cinematografico) e l’autore del libro Paolo Desogus (Sorbonne Université).Introduce e coordina Luigi Cabras (Cineteca Sarda).\N\N\N\N\N\N\N\N\N
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>Il libro di <strong>Paolo Desogus</strong> “<em>Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema</em>” sarà presentato <strong>giovedì 6 giugno</strong> in <strong>Cineteca Sarda</strong> alle <strong>ore 18</strong>.</p>\N<p>Interverranno <strong>Mauro Pala</strong> (Università degli Studi di Cagliari), <strong>Elisabetta Randaccio</strong> (critico cinematografico) e l’autore del libro <strong>Paolo Desogus</strong> (Sorbonne Université).<br /><br />Introduce e coordina <strong>Luigi Cabras</strong> (Cineteca Sarda).<br /><br /></p>\N<div id="main-2" class="maincomponent" role="main">\N<div class="padding">\N<div id="dpcal-event-container" class="dp-container">\N<div>\N<p><img src="https://www.umanitaria.it/images/Pasolini.jpg" alt="" width="272" height="385" /></p>\N</div>\N</div>\N</div>\N</div>
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SUMMARY:Presentazione del libro "Cinema educatore" di Fiamma Lussana
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DESCRIPTION:Martedì 24 settembre alle ore 19 presentazione del libro di Fiamma Lussana “Cinema educatore. L’Istituto Luce dal fascismo alla Liberazione (1924-1945)” e proiezione di materiali d’archivio dell’Istituto Luce.Il giornalista Sergio Naitza converserà con l’autrice.Coordina l’incontro Antonello Zanda, direttore del CSC della Società Umanitaria di Cagliari.Ingresso libero e gratuito.
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p><strong>Martedì 24 settembre</strong> alle ore 19 presentazione del libro di <strong>Fiamma Lussana</strong><em> “Cinema educatore. L’Istituto Luce dal fascismo alla Liberazione (1924-1945)”</em> e proiezione di materiali d’archivio dell’Istituto Luce.<br /><br />Il giornalista <strong>Sergio Naitza</strong> converserà con l’autrice.<br /><br />Coordina l’incontro <strong>Antonello Zanda</strong>, direttore del CSC della Società Umanitaria di Cagliari.<br /><br /><strong>Ingresso libero e gratuito.</strong></p>
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SUMMARY:Presentazione di "Strike Force Therion" di Massimo Spiga
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DESCRIPTION:Giovedì 21 novembre alle ore 18 Roberto Randaccio presenta il libro di Massimo Spiga "Strike Force Therion".\NSarà presente l'autore.\NIngresso libero e gratuito.\NSinossi: 2048. Le Bestie dell’Apocalisse profetizzate da San Giovanni si sono svegliate. Fame, Morte, Peste, Guerra. Dragoni alti quanto montagne devastano l’Europa. L’unica speranza dell’umanità sono i mercenari della Forza d’Assalto Therion: criminali alla guida di esoscheletri robotizzati che il Vaticano ha assoldato per combattere l’Ultima Crociata. Nelle gole di questa banda di bastardi risuona una sola frase: “Deus Vult”. Lasciate che chi è senza peccato tenti di sopravvivere.
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p><strong>Giovedì 21 novembre</strong> alle <strong>ore 18</strong> Roberto Randaccio presenta il libro di <strong>Massimo Spiga</strong> <em>"Strike Force Therion"</em>.</p>\N<p><strong>Sarà presente l'autore.</strong></p>\N<p>Ingresso libero e gratuito.</p>\N<p><strong>Sinossi:</strong> 2048. Le Bestie dell’Apocalisse profetizzate da San Giovanni si sono svegliate. Fame, Morte, Peste, Guerra. Dragoni alti quanto montagne devastano l’Europa. L’unica speranza dell’umanità sono i mercenari della Forza d’Assalto Therion: criminali alla guida di esoscheletri robotizzati che il Vaticano ha assoldato per combattere l’Ultima Crociata. Nelle gole di questa banda di bastardi risuona una sola frase: “Deus Vult”. Lasciate che chi è senza peccato tenti di sopravvivere.</p>
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SUMMARY:Harlem, il film più censurato di sempre
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DESCRIPTION:Martedì 23 novembre alle ore 18 nella sala della Cineteca Sarda in viale Trieste 126 a Cagliari si terrà un evento speciale!• Presentazione del libro HARLEM: il film più censurato di sempre di Luca Martera.• A seguire proiezione del film Harlem di Carmine Gallone (Italia 1943, 90') con Massimo Girotti e Amedeo Nazzari.\NDialogano con Luca Martera il direttore del CSC della Società Umanitaria di Cagliari Antonello Zanda e il critico e regista Sergio Naitza.Ingresso gratuito con obbligo di mascherina e Green Pass.Note sul film, sul libro e sul’autore\N«Morte agli italiani!» è il grido di battaglia urlato a squarciagola dal capo dei tifosi abissini al Madison Square Garden ed è questa la battuta-chiave per comprendere il senso di ciò che fu “Harlem”, il film italiano più censurato di sempre. Uscito alla fine di aprile del 1943 – due mesi prima dello sbarco degli alleati in Sicilia e tre mesi prima della caduta del fascismo – il film di Carmine Gallone fu una delle più plateali opere di mistificazione del regime fascista, pensata e realizzata quasi 80 anni fa per illustrare alle masse il “razzismo di Stato” e sancire così la superiorità della stirpe ariana attraverso un incontro di boxe tra un italo-americano e un pugile nero, trent’anni prima di Rocky. Interpretato dai divi più famosi dell’epoca, dal “buono” Amedeo Nazzari al “cattivo” Osvaldo Valenti, dall’ “americanina” Vivi Gioi al “littorio” Massimo Girotti, e firmato da un incredibile (con la lente della distanza) plotone di giornalisti-intellettuali di prim’ordine, tra cui l’anti-americano Emilio Cecchi, il fascistone Paolo Monelli, l’ebreo Giacomo Debenedetti (che non poté comparire a causa delle leggi razziali), il direttore antisemita de «Il Littoriale» Pietro Petroselli e il futuro padre del neorealismo Sergio Amidei, Harlem fu l’ultimo kolossal in costume fortissimamente voluto da Luigi Freddi, fondatore di Cinecittà, gran sacerdote del culto censorio e figura sui generis di gerarca sopravvissuto miracolosamente al 25 luglio e al 25 aprile. Sequestrato nel 1944 dall’ebreo torinese Pilade Levi, capo della PWB Film Section della divisione degli alleati specializzata in comunicazione e propaganda, il film viene trasformato nel dopoguerra dalla neonata censura repubblicana in innocuo film sportivo, con tagli e modifiche ai dialoghi per quasi 40 minuti. La nuova versione, senza più alcun riferimento alla guerra d’Etiopia, non convinse comunque alcuni sedicenti partigiani di Reggio Emilia che nel 1947 bruciarono nella pubblica piazza le pizze del film. Questo libro, documentato e ampiamente illustrato, racconta la vicenda appassionante, drammatica e piena di sorprese del film più censurato della storia del cinema italiano.\N \NLuca Martera è documentarista, specialista di archivi ed esperto in ricerche storico-investigative, giornalistiche e audiovisive tra Italia e Stati Uniti. Come autore televisivo, ha realizzato oltre un centinaio tra speciali, servizi e monografie per Rai, Mediaset e La7, firmando collaborazioni anche con Antonio Ricci, Giovanni Minoli, Pier Francesco Pingitore, Enrico Mentana, Roberto Faenza e Franco Maresco. Come saggista, ha scritto diversi articoli e approfondimenti su temi legati ai mass-media, tra cui Una mappa della comicità italiana (su «Link», 2017) e Lo spettacolo in tv (2000) con prefazione di Aldo Grasso. Per enti istituzionali e università, ha curato e presentato rassegne, conferenze e retrospettive, tra cui l’evento Sordi, l’anti-americano a Roma tenuto alla Camera dei Deputati nel 2017. Nel 2018 ha ricevuto la Honorable Mention per il documentario da lui scritto, diretto, prodotto e narrato In the Mood in Our Own Way dalla NIAF di Washington DC, nell’ambito del Russo Brothers Italian American Film Forum. Nel 2020 ha creato per finalità storico-didattiche l’Italian American Media Crossroads Archive (IAMCA), la più grande raccolta di video su come l’Italia ha raccontato gli Stati Uniti e viceversa.\NLa presentazione di Harlem è un progetto comune ai tre CSC sardi della Società Umanitaria: lunedì 22 novembre, ore 17.30, Sala Fabio Masala, Carbonia martedì 23 novembre, ore 18, Sala Cineteca Sarda, Cagliari mercoledì 24 novembre, ore 18, Sala Conferenze Lo Quarter, Alghero\N \N
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p><strong>Martedì 23 novembre</strong> alle <strong>ore 18</strong> nella sala della <strong>Cineteca Sarda</strong> in viale Trieste 126 a Cagliari si terrà un evento speciale!<br /><br />• Presentazione del libro <strong>HARLEM: il film più censurato di sempre</strong> di <strong>Luca Martera</strong>.<br />• A seguire proiezione del film <strong>Harlem</strong> di <strong>Carmine Gallone</strong> (Italia 1943, 90') con Massimo Girotti e Amedeo Nazzari.</p>\N<p><strong>Dialogano con Luca Martera</strong> il direttore del CSC della <span class="nc684nl6">Società Umanitaria</span> di Cagliari <strong><span class="nc684nl6">Antonello Zanda</span></strong> e il critico e regista <strong>Sergio Naitza</strong>.<br /><br /><strong>Ingresso gratuito con obbligo di mascherina e Green Pass.</strong><br /><br /><em>Note sul film, sul libro e sul’autore</em></p>\N<div>«Morte agli italiani!» è il grido di battaglia urlato a squarciagola dal capo dei tifosi abissini al Madison Square Garden ed è questa la battuta-chiave per comprendere il senso di ciò che fu “Harlem”, il film italiano più censurato di sempre. Uscito alla fine di aprile del 1943 – due mesi prima dello sbarco degli alleati in Sicilia e tre mesi prima della caduta del fascismo – il film di Carmine Gallone fu una delle più plateali opere di mistificazione del regime fascista, pensata e realizzata quasi 80 anni fa per illustrare alle masse il “razzismo di Stato” e sancire così la superiorità della stirpe ariana attraverso un incontro di boxe tra un italo-americano e un pugile nero, trent’anni prima di Rocky. Interpretato dai divi più famosi dell’epoca, dal “buono” Amedeo Nazzari al “cattivo” Osvaldo Valenti, dall’ “americanina” Vivi Gioi al “littorio” Massimo Girotti, e firmato da un incredibile (con la lente della distanza) plotone di giornalisti-intellettuali di prim’ordine, tra cui l’anti-americano Emilio Cecchi, il fascistone Paolo Monelli, l’ebreo Giacomo Debenedetti (che non poté comparire a causa delle leggi razziali), il direttore antisemita de «Il Littoriale» Pietro Petroselli e il futuro padre del neorealismo Sergio Amidei, Harlem fu l’ultimo kolossal in costume fortissimamente voluto da Luigi Freddi, fondatore di Cinecittà, gran sacerdote del culto censorio e figura sui generis di gerarca sopravvissuto miracolosamente al 25 luglio e al 25 aprile. Sequestrato nel 1944 dall’ebreo torinese Pilade Levi, capo della PWB Film Section della divisione degli alleati specializzata in comunicazione e propaganda, il film viene trasformato nel dopoguerra dalla neonata censura repubblicana in innocuo film sportivo, con tagli e modifiche ai dialoghi per quasi 40 minuti. La nuova versione, senza più alcun riferimento alla guerra d’Etiopia, non convinse comunque alcuni sedicenti partigiani di Reggio Emilia che nel 1947 bruciarono nella pubblica piazza le pizze del film. Questo libro, documentato e ampiamente illustrato, racconta la vicenda appassionante, drammatica e piena di sorprese del film più censurato della storia del cinema italiano.</div>\N<p> </p>\N<div><strong>Luca Martera</strong> è documentarista, specialista di archivi ed esperto in ricerche storico-investigative, giornalistiche e audiovisive tra Italia e Stati Uniti. Come autore televisivo, ha realizzato oltre un centinaio tra speciali, servizi e monografie per Rai, Mediaset e La7, firmando collaborazioni anche con Antonio Ricci, Giovanni Minoli, Pier Francesco Pingitore, Enrico Mentana, Roberto Faenza e Franco Maresco. Come saggista, ha scritto diversi articoli e approfondimenti su temi legati ai mass-media, tra cui Una mappa della comicità italiana (su «Link», 2017) e Lo spettacolo in tv (2000) con prefazione di Aldo Grasso. Per enti istituzionali e università, ha curato e presentato rassegne, conferenze e retrospettive, tra cui l’evento Sordi, l’anti-americano a Roma tenuto alla Camera dei Deputati nel 2017. Nel 2018 ha ricevuto la Honorable Mention per il documentario da lui scritto, diretto, prodotto e narrato In the Mood in Our Own Way dalla NIAF di Washington DC, nell’ambito del Russo Brothers Italian American Film Forum. Nel 2020 ha creato per finalità storico-didattiche l’Italian American Media Crossroads Archive (IAMCA), la più grande raccolta di video su come l’Italia ha raccontato gli Stati Uniti e viceversa.</div>\N<p><br /><br /><strong>La presentazione di Harlem è un progetto comune ai tre CSC sardi della Società Umanitaria:</strong><br /><br /><span class="pq6dq46d tbxw36s4 knj5qynh kvgmc6g5 ditlmg2l oygrvhab nvdbi5me sf5mxxl7 gl3lb2sf hhz5lgdu"><img src="https://www.facebook.com/images/emoji.php/v9/tcb/1.5/16/1f538.png" alt="?" width="16" height="16" /></span> lunedì 22 novembre, ore 17.30, Sala Fabio Masala, Carbonia<br /><span class="pq6dq46d tbxw36s4 knj5qynh kvgmc6g5 ditlmg2l oygrvhab nvdbi5me sf5mxxl7 gl3lb2sf hhz5lgdu"><img src="https://www.facebook.com/images/emoji.php/v9/tcb/1.5/16/1f538.png" alt="?" width="16" height="16" /></span> martedì 23 novembre, ore 18, Sala Cineteca Sarda, Cagliari<br /><span class="pq6dq46d tbxw36s4 knj5qynh kvgmc6g5 ditlmg2l oygrvhab nvdbi5me sf5mxxl7 gl3lb2sf hhz5lgdu"><img src="https://www.facebook.com/images/emoji.php/v9/tcb/1.5/16/1f538.png" alt="?" width="16" height="16" /></span> mercoledì 24 novembre, ore 18, Sala Conferenze Lo Quarter, Alghero</p>\N<p> </p>\N<p><img style="background: url('components/com_dropfiles/assets/images/file_download.png') no-repeat scroll center center #444444; height: 100px; border-radius: 10px; width: 99%;" src="components/com_dropfiles/assets/images/t.gif" data-dropfilesfile="10" data-dropfilesfilecategory="69" data-file="10" /></p>
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SUMMARY:Rassegna "Essere donne": presentazione del libro di Bastiana Madau
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DESCRIPTION:Mercoledì 13 dicembre alle ore 18 al Greenwich d'essai di via Sassari 67 si terrà la presentazione del libro"Maestre dell'università sconosciuta" (Soter, 2023) di Bastiana Madau.Dialoga con l'autrice Gonaria Floris.In collaborazione con il Festival Anderas e la Fondazione Faustino Onnis.L'ingresso è libero e gratuito.\N"La Sardegna è uno di quei rari luoghi dove ancora pulsano una cultura, un sapere e una rete di storie che passano non dalle narrazioni pubblicate su carta stampata o dai luoghi d’insegnamento istituzionali, ma da tutto il resto. L’Autrice rende vividissimo questo patrimonio raccontandolo attraverso il filtro della sua memoria personale, arricchendolo con le riflessioni sulla letteratura per l’infanzia e su come la narrazione orale sostenga la formazione della voglia di leggere. Un libro prezioso, concreto e filosofico, sempre umanista e molto politico, nel senso ampio di quel che riguarda la comunità, il bene comune. L’idea delle maestre nascoste dentro le cose, fuori dai circuiti ufficiali, è profondamente vera, come vera è l’idea della necessità che la scrittura, per farsi poesia, debba entrare in contatto con la luce concreta del mondo”.\N \NBastiana Madau, nata a Orani (Nuoro), laureata in Filosofia a “La Sapienza” di Roma, è stata per diversi anni direttrice delle biblioteche comunali di Orani e di Orgosolo, lavorando poi come editor, critica letteraria, conduttrice di laboratori di educazione alla lettura e alla scrittura. È ideatrice e curatrice della rassegna culturale “Quando tutte le donne del mondo”, nota come “QuFestival”, giunta alla quinta edizione. Tra le sue pubblicazioni, il romanzo Nascar (Poliedro, 2003) e Simone, le Castor. La costruzione di una morale (Cuec, 2016, 2a ed. 2017, Premio “Osilo” per la saggistica).
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SUMMARY:Presentazione del libro di Evelina Nazzari e proiezione del film "Processo alla città"
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DESCRIPTION:Martedì 9 aprile al Cinema Odissea, in viale Trieste n. 84 a Cagliari, si terrà un incontro dedicato a Evelina Nazzari e a suo padre Amedeo.• ore 19: presentazione del libro Memorie a brandelli di Evelina Nazzari.Coordinerà l'incontro il regista e critico cinematografico Sergio Naitza.• ore 20.30: proiezione del film Processo alla città di Luigi Zampa, interpretato da Amedeo Nazzari.Introdurrà il film il direttore del CSC di Cagliari della Società Umanitaria Antonello Zanda.\NL'ingresso è libero e gratuito.IL LIBROMemorie a brandelli di Maria Evelina Buffa Nazzari Edizioni Sabinae, 2024\NEvelina Nazzari si racconta, e racconta le sue origini, traendo spunto da un momento reale della sua esistenza, nella forma di un vagabondaggio tra invenzione, autobiografia e memoria. In una dolorosa fase di transizione della sua vita, impegnata nel difficile compito di ricostruirsi dopo un grave lutto e una separazione, l’autrice, alle prese con la necessità di eliminare vecchie carte, ritrova un suo diario di scuola degli anni Settanta. È lo spunto dal quale si dipanano, nell’arco di due secoli, con frequenti ritorni al presente e lungo un percorso apparentemente erratico, ricordi personali e frammenti di storia di una famiglia cosmopolita che abbraccia l’Italia, la Francia, la Grecia e la Turchia. Il tutto condito da episodi della vita e della carriera del padre Amedeo e della madre Irene (anche lei attrice) e da riflessioni sull’adolescenza, la condizione umana, la prospettiva del declino.\NIL FILM Processo alla città(Italia/1952) di Luigi Zampa (106')\N“L’idea è del giovane Francesco Rosi: vorrebbe fare un film sul processo Cuocolo, che nel 1911 portò alla prima condanna in massa di un gruppo di camorristi napoletani, e scrive il soggetto con Ettore Giannini. Ma il film, che anticipa vent’anni di cinema civile, è puro Zampa, efficace tanto nella drammaturgia che nella descrizione d’ambiente. E la ricostruzione della camorra belle époque, si intuisce, è un pretesto per parlare in modo trasparente di una società che non cambia. Amedeo Nazzari, il giudice ispettore Spicacci, è l’unico appiglio di ordine e morale in una società che appare corrotta dagli strati più bassi a quelli più alti” (Alberto Pezzotta).[cinetecadibologna]
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